Sinner, Bolelli e Vavassori a Roma scrivono una pagina storica del tennis italiano. Lo fanno esattamente 50 anni dopo la storica vittoria di Adriano Panatta nel 1976, quando l'azzurro annullò 11 match point per conquistare gli Internazionali, e riportano il trofeo in mani italiane con rinnovata emozione. Dietro al trofeo del 2026, una cornice di numeri, tra cui spiccano 470 milioni di euro di benefici sociali, 113 in più del 2025.
Cosa lasciano davvero gli Internazionali BNL d'Italia 2026
Un grande torneo non finisce alla domenica della finale. Lascia tracce misurabili nei numeri delle iscrizioni ai circoli, nei pernottamenti alberghieri, nei consumi di una settimana di primavera, nelle abitudini di chi gli ha dedicato dieci serate sul divano. La sport economy è esattamente questo: la misura di ciò che resta quando si spengono i riflettori del Centrale.
Su questo perimetro OpenEconomics, che da tempo analizza l’impatto sociale e ambientale del tennis, torna anche per il 2026, insieme alla Federazione Italiana Tennis e Padel (FITP), a quantificare l'impatto degli Internazionali BNL d'Italia. L'analisi conferma la direzione delle edizioni precedenti, crescita continua su quasi tutti gli indicatori, e include due approfondimenti particolari: la quantificazione dei benefici psicofisici sul welfare personale e un maggiore focus sul monitoraggio dei nuovi praticanti generati dall'evento.
Anche sul versante ESG il quadro tiene. Il rating complessivo si conferma a AA+, allineato al 2025. Le quattro dimensioni mostrano variazioni di un gradino. Social stabile a AA+, Governance da AAA a AA+, Environment da AA+ ad AA, restando tutte sopra il doppio A.
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Benefici sociali a 470 milioni: +32% in un anno
I numeri assoluti dicono che la “sport economy” degli Internazionali BNL d'Italia sta accelerando. I benefici sociali complessivi raggiungono i 470 milioni di euro, contro i 357 milioni del 2025 e i 258 milioni del 2024. In due anni, il valore generato per la collettività è quasi raddoppiato: +83% sul 2024, +32% sull'ultima edizione.
Lo SROI tiene il passo. Si attesta a 7,2 sostanzialmente stabile sul 2025. È un punto importante: significa che il torneo ha aumentato la scala assoluta del valore generato senza perdere efficienza nella conversione tra costi sostenuti e benefici sociali prodotti. Ogni euro investito continua a restituirne 7,2 alla collettività.
La struttura dei benefici si ridistribuisce rispetto al 2025. La pratica sportiva pesa per il 51% nel 2026 (era 61% nel 2025): in valore assoluto cresce comunque, ma meno rapidamente delle altre voci. L'esperienza degli spettatori sale al 29% (era 23%): è la voce che accelera di più. Il turismo è al 18% (era 16%). Il restante 2% è una voce inserita nei più recenti studi internazionali e riguarda il welfare psicofisico.
Welfare psicofisico: la nuova voce entra nell'analisi
Il 2% di benefici sociali attribuiti al welfare psicofisico è piccolo nelle proporzioni, ma significativo come ingresso. ma comunque rilevante, perché permette di illustrare esplicitamente gli effetti quantitativi sul benessere mentale e fisico personale: riduzione dello stress percepito, miglioramento dell'umore, senso di appartenenza, soddisfazione legata alla partecipazione attiva o passiva all'evento.
È una voce che nei modelli SROI internazionali sta diventando standard. Inserirla nell'analisi italiana significa allineare il framework a quanto già si fa per i grandi eventi anglosassoni misurati secondo i criteri di Sport England.
Per chi decide, il segnale è duplice: il benessere individuale è unasset a tutto tondo, è quantificabile e gli eventi sportivi sono uno dei suoi generatori più solidi.
Quasi 7.000 nuovi praticanti, di cui 3.982 confermati
Il dato sui praticanti è ciò che meglio descrive la legacy degli Internazionali BNL d'Italia. L'edizione 2026 ha generato 6.969 nuovi praticanti di tennis. Ma il dato che pesa davvero è il secondo: 3.982 sono persistenti, cioè non hanno abbandonato l'attività dopo il primo anno.
Tradotto in tasso di persistenza, parliamo di un 57%. Nello sport organizzato è un dato alto: la maggior parte dei nuovi praticanti, in tutte le discipline, abbandona entro i primi sei-dodici mesi. È la metrica reale con cui si valuta la capacità di un evento di costruire un'abitudine sportiva, non solo un picco di interesse mediatico.
Il torneo non è, quindi, soltanto vetrina. È un acceleratore di pratica reale, con effetti che ricadono sui circoli, sulle scuole tennis, sul retail sportivo e, più in generale, sulla quota di popolazione attiva.
Pubblico: 420 mila spettatori, in crescita anche sul 2025
I dati sull'affluenza 2026 confermano la collocazione internazionale dell'evento: 417 mila spettatori totali, di cui 243 mila unici. Per il 2025 erano stati registrati 392 mila spettatori paganti, la metrica è leggermente diversa, ma il trend è coerente: il pubblico fisico continua a espandersi.
Numeri che pongono gli Internazionali BNL d'Italia stabilmente nella fascia alta dei Masters 1000. Un dato che alimenta direttamente la quota del 30% di benefici sociali legata all'esperienza-spettatore, quota che cresce di sette punti rispetto al 23% del 2025, e che è la principale responsabile dell'aumento dei benefici complessivi.
Perché è importante misurare, e perché serve farlo ogni anno
La crescita su quasi tutti gli indicatori non è scontata. Un evento può espandersi nei numeri assoluti, più spettatori, più ricavi, più copertura mediatica, e contemporaneamente perdere efficienza sociale, con uno SROI in calo. Nel caso degli Internazionali 2026 succede il contrario: l'aumento del 32% dei benefici sociali arriva senza erodere il moltiplicatore. È esattamente la combinazione che istituzioni e investitori cercano quando valutano se sostenere un grande evento.
Per FITP e per il sistema sportivo italiano, costruire questa serie storica - come già fatto per le Nitto ATP Finals - significa avere uno strumento di policy: dimostrare che i grandi eventi tennistici italiani non sono spese, ma investimenti con un moltiplicatore documentato e in crescita di scala. Per la prossima edizione, la domanda non sarà fare di più. Sarà capire dove la crescita può ancora essere efficiente.
Nel frattempo, bravissimi Jannik, Simone e Andrea!












