Il fondoSFNIISSI apre una finestra stretta di tre settimane su un miliardo di euro.Attenzione però ai rischi operativi. La rendicontazione è ancora una volta unaattività strategica per acquisire veramente i fondi assegnati.
Da sapere sul fondo SFNIISSI
Con l'avviso pubblicato a fine aprile 2026, Invitalia ha aperto le candidature per lo Strumento Finanziario Nazionale per gli Investimenti Infrastrutturali e per la Sicurezza nel Settore Idrico - SFNIISSI.
Si differenzia dal PNIISSI operando su un piano logico diverso. Il PNIISSI individua gli interventi infrastrutturali ritenuti prioritari per il sistema idrico nazionale, li classifica per livello di strategicità (le classi A, B e C che ritroviamo nei criteri di valutazione) e ne disciplina criteri di redazione e aggiornamento. Una parte di questi interventi è già stata coperta dallo stralcio attuativo del DM MIT n. 223 del 16 settembre 2025. Lo SFNIISSI, istituito dall'articolo 24 del decreto-legge 19 febbraio 2026, n. 19, convertito dalla legge 20 aprile 2026, n. 50, è invece lo strumento finanziario che attua l'Investimento 4.5 della Missione 2 - Componente 4 del PNRR. In altri termini: il PNIISSI dice quali interventi sono prioritari, lo SFNIISSI mette le risorse — con una logica più simile a un finanziamento bancario integrato da un grant pubblico che a un contributo tradizionale.
Cosa finanzia il fondo SFNIISSI
L'avviso individua due linee di intervento.
La Linea 1 copre gli interventi inseriti nel PNIISSI (Allegato 1 al DPCM 17 ottobre 2024) e non già finanziati dallo stralcio attuativo del DM n. 223 del 16 settembre 2025.
La Linea 2 finanzia gli interventi del settore idrico ricompresi nell'Allegato IV del DL 77/2021 - tra cui le opere di derivazione della diga di Campolattaro e la messa in sicurezza del sistema idrico del Peschiera - con una dotazione massima di 300 milioni.
I progetti devono perseguire una delle due finalità prevalenti: efficientamento dell'uso della risorsa idrica e resilienza delle infrastrutture, oppure riduzione delle perdite tramite digitalizzazione.
Le intensità di aiuto riflettono la priorità: fino al 90% per la prima finalità, fino all'85% per la seconda, con cofinanziamento minimo del 10% e 15% rispettivamente.
Restano fuori, in coerenza con il principio DNSH, gli investimenti collegati ai combustibili fossili, la costruzione di nuove dighe e gli interventi che rientrano nell'art. 4(7) della direttiva 2000/60/CE.
Chi può candidarsi
I proponenti devono essere gestori del servizio idrico integrato accreditati all'anagrafica ARERA (o operanti in modo conforme nelle Province autonome di Trento e Bolzano), titolari di concessione di derivazione idrica, regolarmente costituiti e in regola a livello contributivo.
Per la Linea 2 è ammessa anche la partecipazione di enti pubblici non economici, purché garantiscano un cronoprogramma coerente di affidamento e messa in esercizio dell'infrastruttura.
La presentazione in forma aggregata è esplicitamente premiata, con cinque punti dedicati nel criterio "Forme di aggregazione", per favorire la razionalizzazione dei gestori.
La finestra temporale
Le date sono note e strette:
• 29 aprile 2026: apre l'accreditamento sulla piattaforma SFNIISSI
• 6 maggio 2026 (ore 12:00): si aprono le candidature
• 19 maggio 2026: termine per le richieste di chiarimento
• 28 maggio 2026 (ore 12:00): scadenza per la presentazione delle domande
• 30 giugno 2031: termine ultimo per il collaudo tecnico-amministrativo degli interventi
Ventidue giorni di finestra effettiva per costruire una candidatura che richiede progetto (almeno a livello di DOCFAP), CUP, PEF asseverabile, relazione tagging climatico, autorizzazioni dell'EGATO o del soggetto proponente nel PNIISSI, delega di pagamento per la Linea 2.
Come funziona la valutazione
La procedura ha definito i criteri per entrare in graduatoria. Ma è opportuno conoscere altri due aspetti, con cui spesso ci confrontiamo nei progetti realizzati per i nostri clienti: dove le candidature si inceppano prima del traguardo e dove i problemi si spostano dopo.
I punti della graduatoria SFNIISSI
La graduatoria è costruita su 100 punti distribuiti su cinque criteri: livello di priorità/strategicità dell'intervento (35), maturità progettuale (25), percentuale di cofinanziamento (25), complementarità con i progetti PNRR M2C4-I4.1 e I4.2 (10), forme di aggregazione (5).
Il peso del criterio "maturità progettuale" merita attenzione: il DOCFAP nudo vale zero punti, mentre un PFTE 36/2023 per appalto integrato verificato, validato e approvato vale 23 punti, e un progetto esecutivo verificato 25. Tra le due posizioni c'è una distanza che difficilmente si compensa altrove. Il messaggio è netto: lo strumento non è un bando per progetti in fase embrionale.
Tre errori da evitare nella candidatura al fondo SFNIISSI
1. Un piano economico che guarda solo all'oggi. Il fondo copre il gap di redditività, ma chiede un piano bancabile sull'intero ciclo di vita dell'opera, che spesso va ben oltre l'affidamento attuale. Un piano economico ben strutturato deve dimostrare la solidità dell'intervento lungo l'intera vita del progetto, includendo lo scenario di subentro di un nuovo gestore.
2. Documentazione climatica come adempimento. Lo SFNIISSI è una misura PNRR: deve documentare in modo puntuale il proprio contributo agli obiettivi climatici europei, che va argomentato intervento per intervento, non solo citato. Relazioni generiche senza questo livello di dettaglio rischiano di essere penalizzate, o non ammissibili in fase di candidatura.
3. Una candidatura sganciata dall'EGATO. Il gestore non decide da solo: senza l'impegno formale dell'ente d'ambito a recepire l'intervento, la proposta perde solidità. Senza quell'impegno, il gestore sta di fatto candidando un'opera che il proprio governo locale non ha ancora "sposato": la commissione di valutazione potrebbe quindi leggerlo come un segnale di immaturità della proposta, penalizzando la candidatura.

Tre criticità a cui fare attenzione in fase di rendicontazione SFNIISSI
1. Tracciabilità e codifica contabile. Ogni atto amministrativo-contabile deve riportare CUP, CLP SFNIISSI e CIG. Ogni titolo di spesa deve afferire a costi effettivamente sostenuti e quietanzati, nonché esclusivamente imputabili alla realizzazione dell’intervento. La mancata indicazione anche di un solo codice su un mandato di pagamento può rendere la spesa non riconoscibile dall’Implementing Partner, con il costo che torna in capo al beneficiario.
2. Disallineamento tra erogazione e cofinanziamento. Le tranche sono corrisposte pari passu al cofinanziamento. Se il beneficiario non riesce a mobilitare le risorse proprie nei tempi previsti, l'erogazione si blocca: il flusso di cassa atteso non arriva, il cantiere rallenta, si attivano potenzialmente le clausole di revoca per mancato rispetto del cronoprogramma e/o del monitoraggio fisico, procedurale e finanziario.
3. Gestione delle economie e dei maggiori costi. I maggiori costi sono integralmente a carico del beneficiario; le economie devono essere restituite entro 60 giorni dal collaudo. Una contabilità di cantiere che non distingue con precisione le voci finanziate da quelle a carico del proponente espone al rischio di restituzioni superiori al dovuto o, peggio, di contestazioni in sede di controllo da parte dell’Implementing Partner nonché dall’autorità di Audit o ancora dai ECA, OLAF o EPPO.
Perché la capacità progettuale è decisiva
Lo SFNIISSI è una bella opportunità ma è uno strumento specialistico tecnicamente denso e complesso: integra disciplina PNRR, regolazione ARERA, Codice dei contratti pubblici, principio DNSH, regole di tagging climatico. La valutazione comparativa premia chi arriva con progetti maturi, PEF solidi e cofinanziamento qualificato. È il motivo per cui spesso le aziende e gli enti gestori si stanno appoggiando in modo crescente a consulenti esterni specializzati, capaci di costruire candidature solide e di presidiare la fase di rendicontazione, dove le revoche pesano più delle esclusioni.












