April 28, 2026
Analisi d'impatto

Quando manca la Nazionale, manca qualcosa a tutti

Stima dei mancati impatti economici e sociali dovuti all'eliminazione dai Mondiali di calcio 2026

Per la terza volta in meno di dieci anni la Nazionale italiana di calcio non parteciperà alla Coppa del Mondo. Un'assenza che, oltre al peso sportivo e simbolico, produce effetti quantificabili sull'economia e sul benessere collettivo del Paese.

Italia non qualificata ai mondiali: qual è il conto?

In Italia il calcio è un rito, la nazionale di più: è il bar che si riempie la domenica sera, i bambini che tifano senza capire ancora il fuorigioco, i nonni che ricordano il 1982. La Nazionale è un patrimonio immateriale di identità collettiva, memoria condivisa e senso di appartenenza che attraversa generazioni e confini regionali. Per la terza volta consecutiva - dopo il 2018 e il 2022 - quella scena non ci sarà. Un primato negativo senza precedenti per una squadra quattro volte campione del mondo. Abbiamo stimato cosa significa questa assenza, attraverso un'analisi di impatto socioeconomico.

Dodici anni fuori dal palcoscenico calcistico mondiale: il contesto

L'ultima partecipazione italiana a un Mondiale risale al 2014, in Brasile. Da allora, 12 anni di assenza dal palcoscenico calcistico più importante del pianeta. Due le puntualizzazioni.

Nel 2026 il torneo si disputerà con 48 squadre invece che 32 e verrà ospitato dagli Stati Uniti, principalmente, insieme a Canada e Messico: questo rende ancora più clamorosa l'esclusione degli Azzurri. Il montepremi FIFA distribuito tra le nazionali partecipanti ammonta a 727 milioni di dollari, ma all'Italia non andrà nulla.

La Nazionale è il principale volano mediatico e commerciale del calcio italiano. Ogni assenza dal palcoscenico mondiale indebolisce strutturalmente l'intero ecosistema. Il danno si accumula. L'erosione del brand si consolida.

Eliminazione dell’Italia dai Mondiali di calcio: impatto socioeconomico

L'analisi macroeconomica è stata condotta tramite un modello SAM (Social Accounting Matrix), strumento riconosciuto a livello internazionale per la valutazione degli impatti economici e sociali, configurato su dati ISTAT con una disaggregazione in 63 settori e a livello territoriale regionale. L’impatto sociale è stato misurato applicando la teoria del cambiamento applicata alla partecipazione sportiva collettiva. La monetizzazione dei benefici attraverso proxy di mercato e stime della disponibilità a pagare attraverso tecniche di preferenza dichiarata e rivelata.

Lo shock di domanda: 222 milioni di euro non spesi

Il punto di partenza dell'analisi è lo shock di domanda iniziale: la mancata spesa interna generata dalla non partecipazione dell'Italia al torneo. Bar e ristoranti, scommesse, premi FIFA, merchandising: 222 milioni di euro che non entreranno nell'economia italiana. Shock che si propagherebbe poi attraverso la catena di fornitura e i redditi distribuiti, amplificando gli effetti diretti tramite impatti indiretti e indotti. Il moltiplicatore calcolato è pari a 1,38: per ogni euro di spesa mancata, l'economia italiana non genera 1,38 euro di PIL.

Impatto economico: 321 milioni di PIL non generato

Lo shock di domanda iniziale si propaga lungo tutta la filiera produttiva, sottraendo all'economia italiana 321 milioni di euro di PIL e 656 milioni di euro di valore della produzione. Le famiglie perdono 313 milioni di euro di redditi — da lavoro dipendente e da capitale — mentre le casse dello Stato non incassano 89 milioni di euro di gettito fiscale. Sul fronte occupazionale, i posti di lavoro non materializzati nell'intrattenimento, nella ristorazione, nelle scommesse e nell'indotto ammontano a 3.679 Equivalenti Tempo Pieno.

Impatto sociale, il valore di ciò che non si quantifica facilmente:

L'impatto economico è rilevante. Ma è quello sociale a dare la vera dimensione di cosa significa non esserci. Il totale dei benefici sociali non materializzati ammonta a 1,5 miliardi di euro. La componente più pesante è la legacy nazionale (715 milioni di euro): senso di appartenenza collettiva, visibilità internazionale e benefici reputazionali che si costruiscono solo stando sul palcoscenico mondiale. A seguire, la mancata spinta alla pratica sportiva (375 milioni di euro), con effetti su salute pubblica e prevenzione dei comportamenti a rischio; il valore edonico (266 milioni di euro) generato dalla visione collettiva delle partite; e infine la coesione sociale (180 milioni di euro), che ogni sfida della Nazionale alimenta su tutto il territorio nazionale attraverso il dialogo intergenerazionale e il rafforzamento delle relazioni sociali.

Cosa ci dicono questi numeri

Sommare impatto economico e sociale è utile per leggere il valore reale di un evento come i Mondiali di calcio, ovvero il costo di non parteciparvi.

321 milioni di PIL mancato sono una cifra misurabile e distribuita su settori e territori precisi. 1,5 miliardi di benefici sociali non generati sono una perdita altrettanto reale, anche se meno visibile nei conti nazionali.

Quanto vale davvero il calcio italiano, oggi? Forse la domanda giusta è un'altra: quanto ci sta costando non investire correttamente in esso?

Leggi anche lo studio sull'impatto socioeconomico globale del calcio.

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