April 7, 2026
Progetti di rilievo

Efficienza e risultati: la lezione dei finanziamenti non collegati ai costi

Indicatori FNLC: i risultati dello studio di riferimento realizzato da t33 per la Commissione UE

Facciata curva di un moderno edificio istituzionale in vetro (sede dell’Unione Europea) con diverse bandiere blu dell’UE su alti pennoni in primo piano

GLI OBIETTIVI

Misurare se il sistema è pronto al salto

I fondi strutturali europei stanno cambiando passo. Il modello tradizionale, fondato sul rimborso delle spese documentate, lascia progressivamente spazio a un approccio basato sui risultati: pagare non per quello che si è speso, ma per quello che si è ottenuto. Questa logica, definita nei regolamenti UE come "finanziamento non collegato ai costi" (FNLC), ha bisogno di indicatori robusti, misurabili e verificabili per funzionare.

La Commissione europea (DG REGIO) ha incaricato t33 — oggi parte del gruppo OpenEconomics — di rispondere a una domanda precisa: gli indicatori comuni già usati da 204 programmi FESR e Fondo di Coesione 2021–2027 sono adatti a diventare condizione di pagamento in un sistema FNLC?

LA SOLUZIONE

Un'analisi in quattro fasi su 204 programmi

Lo studio ha sviluppato una metodologia articolata in quattro fasi sequenziali:

- Analisi quantitativa: la valutazione di tutti gli indicatori comuni FESR/FC su frequenza (quante volte usati), rilevanza (a quali allocazioni finanziarie sono associati) e coerenza (se programmi con allocazioni simili fissano target simili);

- Analisi qualitativa: un esame approfondito di 43 categorie di indicatori selezionate e revisione di 35 documenti metodologici Art. 17 CPR, per verificare coerenza con le definizioni della Commissione e omogeneità nell'applicazione tra programmi e paesi;

- Analisi comparativa: un confronto tra i Programmi della Coesione (FESR/FC) e i Piani nazionali di ripresa e resilienza (RRF) in ottica FNLC;

- Testing applicativo: una costruzione di Investment Action Matrices (IAM) per ogni tipo di investimento, una combinazione di indicatore di processo, di output e di risultato da usare come schema operativo per innescare i pagamenti FNLC.

I RISULTATI

Gli indicatori comuni coprono la maggioranza delle operazioni. Il nodo è culturale

L'analisi ha prodotto risultati chiari e direttamente utilizzabili dalla Commissione e dagli Stati Membri:

• Le 43 categorie di indicatori comuni - selezionate a partire da un dataset di circa 42.000 voci - presentano frequenza, robustezza metodologica e coerenza sufficienti per essere usate come trigger di pagamento in un sistema FNLC;

• Le 43 categorie di indicatori comuni selezionate permettono di coprire la stragrande maggioranza delle operazioni finanziabili dalla politica di coesione;

• il sistema FESR/FC mostra una standardizzazione e comparabilità tra paesi che il RRF, con i suoi target negoziati Stato per Stato, strutturalmente non ha;

• le Investment Action Matrices costruite per cinque ambiti tematici (efficienza energetica, PMI, trasporti, istruzione/salute, sviluppo territoriale) offrono schemi operativi pronti all'uso per Autorità di Gestione e beneficiari;

• lo studio identifica anche i limiti e le condizioni per un'applicazione efficace: combinare sempre i tre livelli (processo, output, risultato), aggiornare le regole di aggregazione e di timing della misurazione, costruire meccanismi di verifica indipendente;

Il vero nodo non è solo operativo, ma anche culturale: l'uso degli indicatori richiede una cultura amministrativa orientata al risultato piuttosto che alla conformità, più attenta alla programmazione che alla procedura.

Una base solida per la proposta regolamentare e il sistema di performance

Le proposte regolamentari sembrano aver recepito in misura significativa diversi elementi emersi o suggeriti dallo studio.

In primo luogo, un buon numero degli indicatori comuni della Commissione è stato integrato nella lista degli indicatori di performance previsti nella bozza di regolamento.  In particolare, circa il 65% degli indicatori di output e il 40% degli indicatori di risultato inclusi nella proposta risultano identici o comunque molto simili a quelli comuni. Si tratta di un risultato rilevante, soprattutto considerando che l’ambito di applicazione dei nuovi piani di partenariato sarà significativamente più ampio rispetto a quello del FESR.

Infine, lo studio fornisce spunti operativi per l'individuazione dei traguardi qualitativi e quantitativi per i futuri Piani di partenariato, mettendo a disposizione di Commissione e Stati Membri un quadro di riferimento concreto per la fase di programmazione 2028–2034.

Lo studio è stato pubblicato dalla Commissione europea nel settembre 2025 ed è consultabile a questo link.

Enabling adaptation. Empowering impact.
With platforms, strategy, and trust.
Via Vitorchiano, 123
00189 Roma (RM)

+39 068414537
Via J. F. Kennedy, 57/59
87036 Rende (CS)

+39 0984302539
Via Nino Bixio, 7
20129 Milano (MI)
SEDE t33
Via Calatafimi, 1
60121,Ancona (AN)
+39 0719715460
© 2025 OpenEconomics |  Partita Iva 12504821005
Privacy PolicyCookie Policy
Termini e Condizioni