February 24, 2026
Pubblica Amministrazione

Rendicontazione semplificata: meno fatture, più risultati

Come funziona la nuova rendicontazione dei fondi europei, tra OSC e FNLC, verso una spesa pubblica più orientata ai risultati

Vista dall’alto di un tavolo da riunione in legno con professionisti seduti attorno, documenti aperti, tablet, bicchieri d’acqua e un laptop al centro con grafici sullo schermo

In Italia si parla sempre più spesso di “semplificazione” nella gestione dei fondi europei e del PNRR, ma pochi conoscono gli strumenti tecnici che stanno dietro questa parola. In questo cambio di passo, due sigle sono centrali: OSC (opzioni di costo semplificate) e FNLC (financing not linked to costs), cioè modi diversi di calcolare i rimborsi che non passano più dalla classica rendicontazione sulla base delle fatture.

Perché non basta più la rendicontazione tradizionale

Il modello tradizionale “a costi reali” si basa su un principio semplice: ogni euro di contributo deve essere giustificato con fatture, contratti, timesheet, rendicontati voce per voce. Questo approccio, però, ha prodotto un carico amministrativo molto pesante, con regole complesse e controlli dettagliati che scoraggiano soprattutto le aziende e gli enti più piccoli e meno strutturati dall’applicazione ai finanziamenti UE.

Per risolvere questo problema, la Commissione europea ha cambiato passo: strumenti che permettono di calcolare il contributo sulla base di regole e parametri definiti ex ante, riducendo la quantità di documenti da produrre e controllare. L’idea è chiara, ossia semplificare la vita a chi attua i progetti e allo stesso tempo rendere più trasparente che cosa si finanzia e quali risultati ci aspetta.

Che cosa sono le OSC (opzioni semplificate in materia di costi)

Le OSC sono modalità di rimborso che sostituiscono il dettaglio delle spese con formule standard.

Le principali forme sono tre:

costi unitari: un importo fisso per unità di attività o servizio (esempio: X euro per ogni ora di formazione per partecipante);

somme forfettarie: un importo fisso per un progetto o una fase, pagato se l’attività è completata secondo quanto previsto;

tassi forfettari: una percentuale applicata a una categoria di costi (spesso per coprire spese generali o indirette).

In pratica, non si controllano più tutte le fatture di un progetto, ma si verifica che siano stati realizzati i risultati previsti (ore di formazione, servizi erogati, opere completate) e si applicano le formule concordate in anticipo.  In Italia, ministeri e amministrazioni hanno iniziato a formalizzare queste logiche in vademecum e schede tecniche, ad esempio nel settore agricolo (MASAF) e in diverse misure del PNRR.

Cosa sono i FNLC (financing not linked to costs)

I FNLC vanno oltre le OSC. In questo caso il contributo non è più collegato a costi (neanche standardizzati), ma a condizioni o risultati verificabili: se la condizione si realizza, si paga l’importo concordato; se non si realizza, il contributo non viene erogato o viene ridotto.

Vediamo alcuni esempi:

un importo per ogni persona inserita stabilmente al lavoro;

una somma al completamento di una infrastruttura entro una certa data, con specifiche tecniche verificate;

un pagamento legato alla riduzione di un indicatore ambientale o al numero di utenti che utilizzano un nuovo servizio digitale.

Quello che conta non è quanto il beneficiario ha speso, ma se ha raggiunto il risultato concordato con l’amministrazione finanziatrice.  Per ora i FNLC sono più diffusi a livello europeo che nei programmi nazionali, ma sono al centro delle raccomandazioni di Bruxelles per rendere la spesa pubblica più orientata alla performance.

Qual è la differenza tra OSC e FNLC?

OSC e FNLC seguono la stessa logica di fondo: ridurre la burocrazia e rendere più chiaro il legame tra finanziamento pubblico e risultati ottenuti.

Ci sono, però, alcune differenze: con le OSC il contributo si basa su costi standard (per unità, per progetto, per percentuale), definiti ex ante su dati e metodologie; con gli FNLC il contributo si basa su indicatori di risultato o condizioni specifiche, senza riferimento ai costi sottostanti. In entrambi i casi, la qualità sta tutta nella “progettazione” a monte: definire parametri realistici, fonti dati affidabili, criteri di verifica chiari è più importante che raccogliere fatture a consuntivo. Per amministrazioni e beneficiari, questo significa imparare a lavorare con indicatori di risultato, target numerici chiari e sistemi di monitoraggio che collegano attività, risultati e pagamenti.

Cosa cambia per chi usa fondi pubblici

Queste modalità non riguardano solo ministeri, regioni e comuni: valgono allo stesso modo per imprese, università, enti di ricerca e terzo settore che partecipano come beneficiari ai programmi finanziati. Per tutti, pubblici e privati, la domanda non è più solo “quanti soldi ci sono?”, ma “quali regole di rimborso prevede questo bando (OSC, FNLC o costi reali) e siamo in grado di gestirle senza correre rischi?”. Per gli enti pubblici, il rischio è soprattutto di non riuscire a impostare e governare portafogli di progetti complessi, con schemi di rimborso diversi e controlli articolati. Per le aziende e gli altri soggetti privati, il rischio è di sottovalutare l’impatto di OSC e FNLC su tesoreria, organizzazione interna, capacità di misurare output e risultati, con la possibilità di perdere contributi già assegnati in caso di errori o target mancati.

In entrambi i casi servono strumenti e competenze per selezionare bandi coerenti con la propria capacità amministrativa e di misurazione, progettare interventi compatibili con schemi OSC e, in prospettiva, FNLC e monitorare in modo continuo attività, output, milestone e indicatori legati ai pagamenti.

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