June 17, 2026
Analisi d'impatto

Analisi d'impatto socioeconomico: misurare per decidere meglio

Come funzionano il modello SAM e le metriche che misurano gli impatti di un investimento

Un investimento vale quanto genera, non quanto costa. Eppure la maggior parte delle decisioni di investimento si ferma ai costi e lascia fuori dalla valutazione il valore che quell'investimento produce per l'economia: quanta ricchezza produce per famiglie e imprese? Quanti benefici sociali genera? Quel valore si può misurare. E, misurandolo, cambia la qualità delle decisioni.

Presentare un piano industriale a un board. Sostenere un dossier di permitting davanti a un'autorità competente. Quantificare il contributo di un'organizzazione al territorio per il bilancio di sostenibilità. Rispondere a un'opposizione locale con dati, non con promesse.

In tutti questi contesti, la domanda è sempre la stessa: quanto vale questo investimento - non per chi lo fa, ma per l'economia che lo ospita e quella circostante?

L'analisi d'impatto socioeconomico risponde a questa domanda: uno strumento decisionale, che trasforma una spesa in un argomento misurabile e citabile nei contesti che contano.

Cosa misura l’analisi di impatto e perché non basta il ROI

L'analisi d'impatto socioeconomico quantifica gli effetti che una spesa - un piano industriale, un investimento infrastrutturale, un programma pubblico, persino un'organizzazione intera - produce sull'economia nazionale o territoriale.

Lo fa simultaneamente lungo cinque direttrici:

Produzione: il valore complessivo di beni e servizi attivati nel sistema economico

PIL: l’impatto sul valore aggiunto al netto degli scambi intermedi

Occupazione: i posti di lavoro attivati, espressi in equivalenti a tempo pieno (ETP)

Redditi: salari, profitti e rendite distribuiti a famiglie e imprese

Gettito fiscale: le entrate aggiuntive per la finanza pubblica

Vale la pena soffermarsi su una distinzione che torna spesso utile nei contesti di rendicontazione e comunicazione. Il valore della produzione tende a sovrastimare la ricchezza generata dall’investimento perché include gli scambi intermedi lungo le filiere produttive. Il PIL, che misura il valore aggiunto al netto degli scambi intermedi è la misura più adeguata per valutare l'impatto reale su un'economia. Scegliere la metrica giusta in funzione del contesto e dell'interlocutore è già parte dell'analisi.

Come funziona l’analisi di impatto socioeconomico: il modello SAM

Lo strumento metodologico alla base di questa analisi è la SAM - Social Accounting Matrix. La SAM descrive la struttura dell'economia come un sistema di relazioni circolari tra i suoi agenti principali: settori produttivi, fattori della produzione (lavoro, capitale e tasse), famiglie, imprese, governo, resto del mondo e formazione del capitale.

Leggere la SAM per colonna significa seguire i costi: come un settore acquista beni intermedi, paga i lavoratori, remunera il capitale, versa le imposte. Leggerla per riga significa seguire i redditi: come le famiglie ricevono salari, trasferimenti, profitti. Questa circolarità è esattamente ciò che rende il modello capace di seguire la propagazione di uno shock attraverso l'intero sistema economico — e di misurarlo.

La SAM che applichiamo in OpenEconomics utilizza la classificazione ISTAT a 63 settori, basata sulle Tavole Input-Output nazionali elaborate internamente e downscalate su livelli di disaggregazione territoriale progressivamente più fini, fino al dettaglio provinciale; è attualmente in sviluppo una metodologia di downscaling a livello comunale.

I tre livelli di propagazione: diretto, indiretto, indotto

Quando si analizza una spesa con questo modello, l'effetto non si esaurisce nel settore che la riceve direttamente. Si propaga in tre ondate progressive — ed è nella somma delle tre che si trova il valore reale dell'investimento.

L'impatto diretto è il valore generato “di prossimità”, tramite settori immediatamente coinvolti. Se si tratta di una spesa in costruzioni, è il valore aggiunto generato dalle imprese edili per la realizzazione del cantiere.

L'impatto indiretto è l'effetto lungo le catene di fornitura. Le imprese edili hanno bisogno di cemento, acciaio, serramenti, trasporti, servizi tecnici. Ogni fornitore attiva a sua volta altri fornitori. L'impatto indiretto cattura l'intera propagazione B2B lungo la filiera — settori che apparentemente non hanno nulla a che fare con il cantiere, ma che ne dipendono.

L'impatto indotto è il più sottile, spesso il più rilevante. I lavoratori del cantiere e i fornitori della filiera ricevono redditi — e li spendono: affitti, alimentari, servizi, tempo libero. Questa reiniezione di reddito genera un ulteriore giro di domanda e produzione, ben oltre il perimetro originario dell'investimento.

La propagazione si calcola tramite la matrice dei moltiplicatori di Leontief (ottenuta attraverso successive elaborazioni della matrice SAM) che trasforma uno shock iniziale di domanda nell'impatto complessivo sull'intero sistema economico.

Un punto importante per chi decide: una spesa in costruzioni non produce solo un edificio. Produce PIL, occupazione e gettito fiscale secondo un percorso ben tracciabile — e comunicabile.

Il moltiplicatore sul PIL: uno strumento utile, se ben interpretato

Il moltiplicatore sul PIL è l'indicatore più immediato dell'analisi: misura quanti euro di PIL vengono generati per ogni euro di spesa. È un numero sintetico, comprensibile, utile nelle presentazioni a board e interlocutori istituzionali. Si possono calcolare moltiplicatori anche su tutti gli altri indicatori delle analisi.

Ma leggere un'analisi d'impatto attraverso i soli moltiplicatori è come leggere un bilancio guardando solo il risultato netto.

Il moltiplicatore dice quanto. L'analisi completa dice dove, per chi e con quale struttura temporale. La differenza è rilevante quando i numeri devono reggere a un controesame — davanti a un'autorità di gestione, a un ente finanziatore, a un tavolo negoziale.

Quando è uno strumento decisionale — e quando diventa anche difensivo

L'analisi d'impatto socioeconomico non è solo uno strumento per dimostrare valore. È anche uno strumento per gestire il rischio: reputazionale, autorizzativo, negoziale.

Le applicazioni principali riguardano il permitting, la negoziazione con PA ed enti locali, la gestione delle opposizioni locali, la comunicazione agli azionisti e i report ESG, la valutazione degli investimenti ed eventualmente anche le procedure VIA.

Lo strumento è efficace se metodologia lo è altrettanto

La solidità dell'analisi, e la loro tenuta nei contesti in cui vengono usati, dipende dalla qualità di ciò che sta sotto: dataset istituzionali continuamente aggiornati, allineamento agli standard internazionali, modelli robusti. E dalla capacità di rendere tutto questo comprensibile a chi deve portare quei numeri in sala CDA, in un dossier, a un tavolo negoziale.

Inoltre, l'analisi d'impatto socioeconomico esprime un valore ancora più pieno quando dialoga con le altre dimensioni della valutazione: l'analisi costi-benefici economica, che misura l'efficienza di diverse alternative di investimento, e il framework ESG, che ne contestualizza la sostenibilità nel lungo periodo. Integrati, i tre strumenti restituiscono una lettura completa — non solo quanto vale un investimento per l'economia, ma se vale la pena farlo e come si posiziona rispetto agli impegni di sostenibilità dell'organizzazione.

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