Si completa con Externalytics il percorso di rebranding di OpenEconomics: il logo si rinnova, ma è confermata la visione della piattaforma: supportare – grazie a dati e analisi – decisioni strategiche più consapevoli e robuste.
Chi deve valutare l'impatto di un investimento apre in media quattro strumenti diversi: uno per l’impatto macroeconomico, uno per il rischio climatico, uno per l'ESG, uno per il ritorno sociale e per l'analisi costi benefici. Oppure, in mancanza di questi strumenti, spesso si decide ad intuito, sulla base dell’esperienza: ma in un momento storico di incertezza come quello che attraversiamo, l’istinto non basta più.
Un problema che conoscono bene i team di governance, strategia e sostenibilità di grandi organizzazioni ed enti pubblici, ed è il problema che Externalytics affronta da quando è nata.
Il problema non è la mancanza di dati
Le informazioni oggi non mancano: i dati sono tantissimi. Mancano gli strumenti per metterli in relazione tra loro.
Un progetto infrastrutturale può avere un impatto occupazionale positivo e allo stesso tempo un profilo di rischio climatico critico. Un investimento può generare ritorno sociale e sollevare dubbi di impatto economico sul territorio.
Se ogni dimensione viene analizzata separatamente, con modelli, fogli e consulenti diversi, il quadro che arriva al decisore resta parziale, e le decisioni si prendono su basi incomplete.
Tradotto per chi deve firmare un investimento o rispondere a un regolatore: senza una visione integrata, i dati restano tanti ma scollegati.

Una sola piattaforma per leggere l'impatto a 360°
Externalytics nasce per rispondere esattamente a questo: mettere insieme, in un unico ambiente, analisi che normalmente vivono su binari separati - impatto macroeconomico, footprint socioeconomico, rating ESG, analisi costi benefici - e restituire una lettura integrata invece di quattro letture parziali. Da poco, la piattaforma ha anche un nuovo logo, allineato alla nuova identità visiva di OpenEconomics: un aggiornamento di forma, che lascia la visione di fondo esattamente dove era. Una piattaforma che mette a sistema una serie di analisi: per questo, smette di essere un semplice strumento di reporting o rendicontazione non finanziaria e diventa un supporto alla decisione.
I casi d'uso più comuni di Externalytics
Nella pratica, Externalytics supporta attività molto concrete che ogni organizzazione affronta nel proprio percorso:
• comunicazione e reputazione: insight robusti per il dialogo con stakeholder (investitori, media, partner, mercato finale), utili anche alla valorizzazione dei brand e dei relativi progetti;
• supporto alla negoziazione: metriche verificabili per affidamenti in concessione, drafting contrattuale, trattative su operazioni straordinarie e definizione di compensazioni;
• accesso a fondi pubblici: valutazioni che rafforzano candidature a bandi e incentivi, perché irrobustiscono la parte tecnica ed economica dei progetti;
• gestione dei rischi: indicatori a supporto di due diligence in operazioni di M&A e di valutazione dei rischi creditizi e assicurativi;
• compliance normativa: allineamento a framework di rendicontazione come la CSRD e relativi aggiornamenti ed evoluzioni;
• valutazione delle politiche: analisi ex-ante ed ex-post di misure e provvedimenti, utile ad indirizzare e misurare, in chiave di decision based policy, l’indirizzo strategico dei territori.
Un territorio che valuta l'impatto di un grande evento, un'azienda che negozia una concessione, un investitore che deve comprendere il valore di un brand: sono contesti diversi, ma la domanda di fondo è la stessa. Serve un dato credibile, pronto per essere comunicato a chi deve decidere, investire, vigilare o acquistare.














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