Ogni euro investito nelle attività di tennis e padel genera 4,07 euro di benefici sociali per la collettività. Sono 5,82 miliardi di euro che non passano attraverso i conti del mercato ma che un'analisi di impatto sociale può misurare.
Obiettivi dello studio e tipologia di analisi
Il Report Tennis e Padel 2025, curato dal Centro Studi della Federazione Italiana Tennis e Padel (FITP), riunisce più analisi sul sistema delle due discipline.
Una riguarda l'impatto economico: 8,7 miliardi di euro tra effetti diretti, indiretti e indotti, con 63.091 posti di lavoro creati o mantenuti, secondo le stime di BCG. Questa analisi misura la spesa e la sua propagazione nell'economia.
Una parte del valore prodotto dallo sport non compare in quel conto. Meno ricoveri, lavoratori più produttivi, studenti più concentrati, relazioni sociali più solide, un corpo più sano: benefici reali e monetizzabili, che le analisi di impatto sociale possono restituire.
OpenEconomics ha curato per il Report l'analisi di impatto sociale delle due discipline, con tre obiettivi:
- Calcolare il ritorno sull'investimento: confrontare benefici e costi del sistema con il Social Return on Investment (SROI).
- Scorporare gli impatti sociali delle singole discipline: misurare tennis e padel ciascuno per conto proprio, oltre al valore aggregato.
- Monetizzare i benefici sociali: tradurre in euro gli effetti di tennis e padel su salute, produttività e benessere.
Cosa misura l'indicatore SROI? Confronta il valore attuale netto dei benefici sociali generati da un'attività con il valore attuale netto dei costi sostenuti per realizzarla. Il risultato indica quanti euro di benefici riceve la collettività, nella sua definizione più ampia, per ogni euro investito.
Oltre all’analisi SROI, lo studio comprende anche un rating ESG del sistema e una stima del beneficio per il Servizio Sanitario Nazionale.
Risultati: l'impatto sociale di tennis e padel disciplina per disciplina
Lo studio conferma la rilevanza sociale delle due discipline, già emersa in analisi precedenti, tra cui le più recenti sull’impatto sociale degli Internazionali BNL d’Italia e delle Nitto ATP Finals.
L'impatto sociale complessivo: 5,82 miliardi e SROI di 4,07
Insieme, tennis e padel generano 5,82 miliardi di euro di benefici sociali. Ogni euro speso per le loro attività ne restituisce 4,07 alla collettività: un indicatore che rende il valore sociale del sistema leggibile e confrontabile con altri investimenti.
Il rating ESG completa il quadro con un AA+ (85,22 su 100). La governance è la componente più forte (AAA, 90,04), seguita dalla dimensione sociale (AA+, 84,76) e da quella ambientale (AA+, 80,86).
Letti accanto agli 8,7 miliardi di impatto economico, questi numeri danno sostanza al dibattito pubblico: lo sport smette di essere una voce di spesa e diventa un investimento con un rendimento misurato su due piani, economico e sociale.
Il focus sul tennis: SROI di 4,78
La sola disciplina del tennis genera 4,54 miliardi di benefici sociali, il 78% del totale, con uno SROI di 4,78. Anche il rating ESG è più alto della media del sistema: AA+ con 89,16 su 100 e una governance valutata AAA (91,87).
Il dato si appoggia su un'evidenza sanitaria solida. Secondo il Copenhagen City Heart Study, il tennis è lo sport associato al maggiore aumento dell'aspettativa di vita, fino a +9,7 anni, con una riduzione della mortalità totale del 47% e di quella cardiovascolare del 56%. Pratica ad alta intensità, accessibile a tutte le età e sostenibile per molti anni: è la combinazione che spiega un ritorno così alto.
Il focus sul padel: SROI di 2,66
Il padel genera 1,28 miliardi di benefici sociali, con uno SROI di 2,66 e un rating ESG AA+ (81,28 su 100). Ogni euro investito ne restituisce comunque più di due e mezzo.
Perché il padel rende meno del tennis? La distanza va letta alla luce della fase che la disciplina sta attraversando. Il 40% dell'impatto economico del padel viene dalle infrastrutture sportive, segno di un sistema ancora in costruzione: molti campi nuovi, costi concentrati oggi, benefici che maturano con l'uso.
Uno SROI più basso non indica un investimento meno utile. Indica, in questo caso, un investimento più giovane. Per chi finanzia o autorizza nuovi impianti, il confronto suggerisce di leggere il ritorno sociale in chiave dinamica, monitorandolo nel tempo, invece di fermarsi alla fotografia di un singolo anno.

Il valore per il Servizio Sanitario Nazionale: un indicatore nuovo
Una sezione particolare dello studio riguarda i benefici sanitari in chiave pubblica: l'analisi li traduce in un risparmio di spesa sanitaria, confrontabile tra discipline diverse.
Il metodo combina le riduzioni del rischio di malattia documentate dalla letteratura scientifica con il costo dei ricoveri evitati, valorizzati sulle tariffe DRG (Diagnosis Related Groups) del Ministero della Salute, secondo le linee guida MEF-NUVAP. Ne esce un risparmio unitario netto per praticante, che moltiplicato per la base dei praticanti dà il beneficio a livello nazionale.
Tennis e padel sono primi tra gli otto sport analizzati, con un beneficio da risparmio di spesa sanitaria stimato in 22,83 miliardi di euro (17,52 per il solo tennis). Seguono ginnastica e aerobica (17,95 miliardi), calcio (15,45) e nuoto (14,19).
Il primato non dipende dal numero di praticanti. Dipende dal beneficio per singolo praticante: 3.870 euro, il 50% in più del secondo sport per risparmio unitario, il nuoto (2.581 euro).
Per chi programma la spesa sanitaria e quella per lo sport, l'implicazione è concreta: un impianto sportivo può essere valutato anche come investimento in prevenzione, con un ritorno stimabile in termini di costi evitati per il sistema pubblico.
Key takeaway
- Il ritorno cambia nel tempo: le discipline in fase di espansione vanno monitorate, non giudicate su un solo anno.
- La salute è la voce più misurabile: il risparmio per praticante apre un dialogo tra politiche sportive e bilanci sanitari, due ambiti che oggi raramente si parlano.
- L’uso degli indicatori: i dati dello studio sono un argomento concreto. Per una federazione servono a motivare le richieste di risorse, per un'amministrazione a giustificare il sostegno a circoli e impianti, per uno sponsor a dare sostanza a un investimento di brand.
- La media va disarticolata: tra il 4,78 del tennis e il 2,66 del padel c'è uno scarto che conta per chi alloca risorse tra discipline e impianti, da leggere alla luce del grado di maturità di ciascuna disciplina.
- Il valore sociale diventa un numero: anche i benefici che non passano dal mercato si esprimono in euro, e una federazione può presentarli a istituzioni e sponsor, insieme ai dati economici.

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