October 14, 2026
Valutazioni di impatto

Il PNRR e la produttività: i casi di chimica e meccatronica

Lo studio OpenEconomics / AIRI mostra come progettare, selezionare e valutare gli incentivi

Lo studio valuta in che misura i fondi pubblici per ricerca, innovazione e trasformazione tecnologica possano contribuire alla competitività delle filiere italiane ad alta tecnologia. L’indagine, che prende in esame 74 progetti di chimica e meccatronica finanziati dal PNRR, mostra come i risultati dipendano da come gli investimenti si adattino alle peculiarità delle filiere e da quanto questi siano investimenti che il privato non avrebbe fatto o avrebbe fatto in misura minore

Obiettivi dello studio  


L’obiettivo dello studio è analizzare come diverse filiere rispondono in maniera differente agli incentivi. Effettuare studi ex ante delle politiche che si vogliono implementare è utile per seguire il framework “better regulation” dell’Unione europea ed impostarle a seconda della specificità delle filiere. L'Italia è infatti una delle poche economie OCSE in cui aumenti sostenuti della ricerca e dello sviluppo (R&S) e del livello di istruzione non si sono tradotti in crescita della Produttività Totale dei Fattori, in inglese Total Factor Productivity (TFP), che misura quanto un’impresa o una filiera riesce a produrre meglio usando lavoro, capitale e tecnologia - su orizzonti lunghi, come emerge da uno studio della Banca d’Italia del 2018.  

Metolodogia e costruzione delle stime


OpenEconomics ha analizzato 74 progetti PNRR riferiti alle filiere della chimica e della meccatronica: 7 progetti per 173,4 milioni di euro di finanziamento PNRR nella chimica e 67 progetti per 740,3 milioni nella meccatronica.

Dall’analisi delle due filiere emergono due canali di trasmissione della produttività differenti. Nella chimica si rileva un legame relativamente diretto tra ricerca e sviluppo, innovazione dei processi e produttività. Nella meccatronica, invece, la sola spesa in ricerca non basta: contano soprattutto la sua integrazione con software, automazione, dati, macchinari e competenze. Il confronto mostra quindi che le diverse misure di sostegno pubblico devono essere coerenti con il modo in cui ciascuna filiera produce e adotta innovazione.

Si tratta di stime ex ante: il PNRR non può ancora essere valutato a posteriori con una serie storica sufficiente. Lo studio applica ai progetti i risultati econometrici storici di ciascuna filiera, ipotizzando che solo una parte della spesa sia addizionale, cioè capace di generare investimenti che altrimenti non ci sarebbero stati, sarebbero stati più piccoli o rinviati.  

Risultati principali


Lo studio stima, nello scenario centrale, un possibile aumento della produttività totale dei fattori del +1,77% nella chimica e del +0,28% nella meccatronica. La TFP misura la capacità di generare più valore combinando meglio lavoro, capitale, competenze e tecnologia. Questi valori non vanno letti come una classifica, né come effetti causali osservati o moltiplicatori fiscali. Sono stime prospettiche e condizionate: descrivono che cosa potrebbe accadere se i fondi attivassero il canale produttivo corretto.

‍

Chimica: la ricerca entra nei processi


Per la chimica lo studio individua un canale relativamente diretto tra ricerca e sviluppo e produttività. Le risorse finanziano soprattutto attività assimilabili alla R&S industriale e, dopo il 2010, la ricerca privata risulta associata positivamente e significativamente alla TFP. Il passaggio alla produzione è riconoscibile: nuove conoscenze possono tradursi in materiali, impianti e processi migliori, con effetti su qualità ed efficienza.

La stima del +1,77% va letta entro questo perimetro: indica un potenziale coerente con il canale osservato, non un rendimento garantito per ogni progetto finanziato. Per l’impresa la conseguenza è operativa: una proposta solida deve collegare ricerca e trasformazione industriale, dalla sperimentazione all’impianto pilota, fino a scaling e certificazione. Deve chiarire quale rischio tecnologico riduce, quale investimento aggiuntivo abilita e quale risultato produttivo sarà verificabile.

La selezione pubblica deve seguire la stessa catena. Il progetto acquista valore quando il sostegno ne amplia la portata, ne anticipa la realizzazione o affronta un rischio nuovo. Se sostituisce risorse già programmate, viene meno l’addizionalità.

Meccatronica: il valore nasce dall’integrazione


Nella meccatronica il quadro cambia. Il volume aggregato della R&S, considerato isolatamente, non spiega in modo robusto l’andamento della produttività. La filiera unisce meccanica, elettronica, software, automazione, dati, sensori, macchinari e competenze tecniche: il valore nasce dalla loro integrazione nei processi.

La stima condizionata del +0,28% riflette questa complessità. Non indica un finanziamento meno utile: segnala che la ricerca produce risultati quando incontra capitale digitale, macchinari, competenze e trasferimento tecnologico. Il progetto deve spiegare come software, dati e macchinari dialogheranno, quali competenze ne consentiranno l’uso e come cambierà il processo, chiarendo se i benefici raggiungeranno fornitori e partner.

Per gestori e candidati, prima la qualità del progetto poi il capitale

‍
Per chi progetta i fondi,
il punto non è distribuire più risorse, ma selezionare interventi in grado di trasformarle in capacità produttiva. Interoperabilità, automazione, uso dei dati, investimenti complementari e capacità esecutiva contano più della sola dimensione finanziaria. I criteri devono quindi verificare se il progetto attiva investimenti aggiuntivi, se l’impresa possiede le condizioni per realizzarlo e se i risultati possono essere misurati oltre la spesa rendicontata.

Per chi si candida, il finanziamento non può essere il punto di arrivo del progetto. Una proposta credibile mostra quale cambiamento produce nei processi, quali tecnologie integra, quali competenze richiede e quali investimenti privati o organizzativi mobilita. Nella chimica, questo significa collegare la ricerca a materiali, impianti e processi; nella meccatronica, dimostrare l’integrazione tra software, automazione, dati, macchinari e persone.  

La conseguenza è comune: la qualità progettuale viene prima del capitale. I fondi pubblici sono efficaci quando rendono realizzabile una trasformazione che l’impresa, da sola, non avrebbe avviato con gli stessi tempi, dimensioni o contenuti tecnologici. È su questa coerenza tra strumento, progetto e filiera che devono concentrarsi progettazione, selezione e valutazione.

Enabling adaptation. Empowering impact.
With platforms, strategy, and trust.
PARLA CON UN ESPERTO
UFFICI
Via J. F. Kennedy, 57/59
87036 Rende (CS)

+39 0984302539
Via Vitorchiano, 123
00189 Roma (RM)

+39 068414537
Via Nino Bixio, 7
20129 Milano (MI)
SEDE t33
Via Calatafimi, 1
60121,Ancona (AN)
+39 0719715460
© 2026 OpenEconomics |  Partita Iva 12504821005
Privacy PolicyCookie Policy
Termini e Condizioni