September 17, 2026
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OpenEconomics a TC26 - ANCI Lazio con Civiqa

Il metodo per costruire e difendere le decisioni pubbliche sull'allocazione delle risorse

Il collo di bottiglia della pubblica amministrazione locale non è più il denaro, non è più la tecnologia, né la mancanza di dati. È la capacità di costruire una decisione e di difenderla, e oggi gli strumenti per farlo sono già disponibili.
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OpenEconomics al Training Camp ANCI Lazio

Oggi e domani OpenEconomics partecipa al Training Camp e Assemblea Regionale di ANCI Lazio, a Sperlonga. Oggi, in particolare, alle 15 presso il cinema Augusto, all’interno del panel “Territori in transizione: innovare per competere”, il Presidente Gianluca Calvosa porta alla platea di sindaci, funzionari e amministratori locali un argomento puntuale: il nodo strategico della trasformazione della PA è la capacità istruttoria: la capacità di costruire una decisione e di difenderla davanti a cittadini e organi di controllo. All'evento OpenEconomics presenta anche Civiqa, la piattaforma con cui applica al governo del territorio il metodo maturato in anni di lavoro con grandi imprese e istituzioni finanziarie.
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Complessità in salita, personale in calo, dati in eccesso

Gli enti locali gestiscono una complessità crescente con un organico sempre più ridotto. Nei prossimi sette anni i Comuni italiani perderanno circa 145.000 dipendenti, il 46% dell'organico stabile: lo certifica IFEL, la fondazione di ANCI. E nei prossimi sette anni sono attese circa 145.000 uscite: il 46% dell'organico stabile. Il dato non descrive solo una carenza di personale. Descrive una perdita di memoria istituzionale: la conoscenza di come si istruisce una pratica, del perché una scelta è stata fatta in un certo modo, di quale errore non ripetere. E questo espone chi firma a una serie di rischi.

Nello stesso momento non c'è mai stata tanta disponibilità di dati: bilanci armonizzati, catasto, open data regionali, la Piattaforma Digitale Nazionale Dati: il PNRR ha finanziato la raccolta di moltissimi dati. Ma l'abbondanza non è di per sé un vantaggio: genera un'ulteriore entropia, se nessuno li interroga. Il dato diventa patrimonio solo quando qualcuno lo legge e lo interpreta. E questo richiede le due cose che agli enti spesso mancano: tempo e specialisti.
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Chi eroga i fondi valuta già in un altro modo

Chi eroga i fondi, nel frattempo, già valuta domande e progetti in un altro modo. Cassa Depositi e Prestiti misura le proprie operazioni con un modello dichiarato di rischio, rendimento e impatto. L'Istituto per il Credito Sportivo attribuisce SROI e rating ESG alle proprie erogazioni. L'Unione Europea, da almeno due cicli di programmazione, ragiona per outcome e non per output.

Quando un Comune arriva allo sportello con una richiesta, chi eroga si aspetta un progetto: un caso, con numeri puntuali e credibili, che regga a un contraddittorio. Il divario tra enti non è più solo digitale. È argomentativo: c'è chi sa parlare la lingua di chi eroga, e c'è chi non la sa parlare, non perché i suoi progetti siano peggiori, ma perché non sono raccontati in modo verificabile.
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Dalla paura della firma alla firma documentata

Documentare le ragioni delle decisioni assume ancora più importanza alla luce della riforma della Corte dei conti. È stata presentata come la risposta alla “paura della firma”. La legge 1 del 2026 restringe la colpa grave, il presupposto della responsabilità erariale per il danno causato alla pubblica amministrazione, a fattispecie tipizzate, e amplia le esimenti per chi si è attenuto a orientamenti prevalenti. Letta con attenzione, dice qualcosa di più preciso: non protegge chi ha deciso bene. Protegge chi può dimostrare come ha deciso.

È la stessa logica del value for money, il criterio che sta sostituendo la capacità di spesa come metro di giudizio: chi saprà dimostrare l'impatto delle proprie scelte avrà un accesso più diretto alle risorse.
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I requisiti degli strumenti a supporto delle decisioni

Alla luce di tutto questo, le soluzioni a supporto dei procedimenti amministrativi devono rispettare tre requisiti.

• Poggiare su dati ufficiali e verificabili: un'analisi che non si può citare dentro un atto non ha valore, per quanto accurata.

• Lasciare la decisione alla persona e registrare il ragionamento che l'ha preceduta, non solo la raccomandazione finale.

• Coprire l'intero ciclo: dalla programmazione alla rendicontazione, non un passaggio isolato, altrimenti lo stesso dato rischia di dover essere reinserito a mano più volte.

Il collo di bottiglia in cui si trova la pubblica amministrazione non si risolve con più tecnologia. Si risolve con un metodo e strumenti che tengano insieme dati, alternative valutate e responsabilità documentata. È il tema che portiamo oggi al panel di ANCI Lazio, ed è il motivo per cui presentiamo Civiqa in questa sede: uno strumento pensato per accompagnare le decisioni pubbliche lungo l'intero ciclo, dalla programmazione alla rendicontazione.

Una decisione pubblica difendibile non è quella su cui nessuno può avere dubbi. È quella di cui l'ente può ricostruire, in ogni momento, il perché.

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