di OpenEconomics | 11 October 2016

L’impatto economico del calcio nell’economia italiana

La Federazione Italiana Giuoco Calcio ha da poco pubblicato il primo conto economico del calcio italiano promuovendo uno studio sul mondo del calcio e che presenta i dati economici diretti che generano l’attività dalla base alla piramide di un movimento che coinvolge quasi 1 milione e mezzo di persone. A tal fine, sono stati analizzati i bilanci dei club professionistici e i dati relativi ai campionati dilettantistici e giovanili, nonché le informazioni fornite dalle istituzioni (FIGC e Leghe).

OpenEconomics, sulla scia di questo studio si propone di valutare gli effetti indiretti e indotti dalla pratica calcistica sull’economia nazionale e regionale.

I primi parziali risultati sono frutto di elaborazioni sui dati aggregati presentati da FIGC che riportano un valore di costo della produzione complessiva del calcio italiano pari a 4 miliardi e 257,9 milioni di euro come mostrato dalla figura 1.

 

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Fonte: Il conto economico del calcio italiano, FIGC – Deloitte 2016

Se si analizzano i conti  suddivisi per settore si apprezza come la FIGC ottenga un risultato netto positivo e le Leghe e il calcio dilettantistico siano in equilibrio, mentre il calcio professionistico presenta un risultato netto negativo.

Per poter misurare l’effetto sul territorio nazionale della spesa sostenuta per il movimento del calcio è necessario analizzare più nel dettaglio la composizione delle voci di costo della produzione. Considerando i 4 settori classificati nello studio si nota come il contributo principale sia quello del calcio professionistico che partecipa alla formazione del 73% dei costi, mentre il calcio dilettantistico è responsabile del 21% del totale dei costi. La parte rimanente è attribuita a FIGC e Leghe.

Tralasciando le voci di ammortamenti e svalutazioni, che non generano flussi di cassa, si rilevano 1.451 milioni di costi operativi, 1.995,5 milioni di costo del lavoro (calciatori, dirigenti e personale), 34,9 milioni di oneri dovuti alla cessione dei calciatori, 96,6 di oneri finanziari netti e 73,3 milioni di euro di imposte.

Per una corretta valutazione di impatto bisogna considerare solamente le spese che generano consumi sul territorio nazionale; a tal fine, considerando il gran numero di calciatori stranieri presenti nelle formazioni professionistiche italiane, prudenzialmente stimiamo l’impatto relativamente al costo del lavoro per i campionati professionistici ad un valore pari al 60% del totale.

In totale si valuta quindi l’impatto di una spesa di 3,05 miliardi di euro

OpenEconomics, utilizzando un modello di Social Accounting Matrix, ha simulato l’effetto diretto, indiretto e indotto generato sull’economia nazionale da questa spesa in termini di contributo alla formazione del PIL, valore aggiunto, redditi delle famiglie e delle imprese, entrate fiscali, produzione industriale e occupazione, ottenendo i seguenti risultati:

  • il contributo alla crescita del PIL è superiore allo 0,7%;
  • il valore aggiunto generato per l’economia italiana è superiore ai 21,8 miliardi di euro;
  • i redditi delle famiglie e delle imprese generati sono pari a 22,5 miliardi di euro;
  • le entrate fiscali sono superiori a 8,9 miliardi di euro;
  • la produzione attivata supera i 31,5 miliardi di euro;
  • l’occupazione diretta, indiretta e indotta generata è pari a 139 mila unità di lavoro qualificato e a 113 mila unità di lavoro non qualificato, per anno.

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